A chi devo intestare la ricevuta sanitaria? Si può intestarla ad un terzo che paga?

A chi devo intestare la ricevuta sanitaria? Si può intestarla ad un terzo che paga?

Sull’intestazione delle fatture non sono permesse acrobazie. Anche se i nostri clienti de le chiedono spesso: il classico caso del paziente/cliente a cui eroghiamo la prestazione, che però viene pagata da un terzo, ad esempio un familiare o una polizza. Oppure del parente con un reddito più elevato, che chiede di farsi intestare la ricevuta per detrarsi la spesa.

Esiste un obbligo di legge sull’intestatario della fattura? si intesta a chi paga oppure a chi fruisce della prestazione? e in caso di pagamento da parte di un terzo (ad esempio un parente), sarà lui a detrarre la spesa sanitaria o a dedurre il costo della consulenza oppure il cliente?

A queste domande risponde il DPR 633/1972 sull’IVA.

La fattura va necessariamente intestata al “soggetto cessionario o committente”, cioè chi fruisce della prestazione.

Solo lui è il soggetto che può ‘scaricare l’IVA’ e – per estensione – fruire delle detrazioni fiscali nel caso in cui la prestazione sia sanitaria e quindi esente.

Il pagante non rileva se non nel caso in cui la persona sia a suo carico fiscalmente, ma comunque la ricevuta è sempre intestata al fruitore (esempio: il minore a proprio carico).

Il riferimento normativo è il seguente:

DPR 633/1972 – articolo 21 comma 2 lettere e) f)

(…)

2. La fattura contiene le seguenti indicazioni:

a) data di emissione;

b) numero progressivo che la identifichi in modo univoco;

c) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonche’ ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

d) numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;

e) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonche’ ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

f) numero di partita IVA del soggetto cessionario o committente ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento; nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, codice fiscale;