Chi sono

Mi occupo di previdenza dei liberi professionisti dal 2005, quando pubblicai il mio primo articolo sull’ENPAP su Altrapsicologia.it e da allora non mi sono mai fermato: penso che la previdenza di categoria sia una delle forme più nobili di colleganza.

Dal 2013 sono il Vicepresidente dell’ENPAP, uno degli Enti di Previdenza privati italiani, che gestisce le pensioni e l’assistenza per gli psicologi. Dal 2009 al 2013 sono stato Consigliere di Indirizzo Generale dello stesso Ente.

Dal 2010 al 2014 sono stato Consigliere dell’Ordine Psicologi Veneto, e ho fatto parte della Commissione Deontologica.

La deontologia è la mia seconda grande passione: è il sedimento di tutte le nostre pratiche professionali e ti permette di capire quali sono i nodi critici, quelli in cui il contatto con la società ci mette alla prova come professione. In questo contesto mi sono interessato di consenso informato, pubblicità professionale, segreto e comunicazioni.

Credo fermamente nell’informazione e nella trasparenza come principi di gestione etica ed efficiente delle istituzioni. Al mio impegno costante sulle pagine di Altrapsicologia ho voluto affiancare questo sito di approfondimento sui temi della previdenza per i liberi professionisti.

Per il resto: ho 40 anni, due figli e una compagna che fa la Consulente del Lavoro. Mi piace cucinare e viaggiare in bicicletta: ogni anno riesco a ritagliarmi una settimana per un viaggio in bicicletta in solitaria dove posso espellere le tossine fisiche e psichiche di un’attività professionale non sempre facile.

Sono laureato in Psicologia (2000), in Filosofia (2004), Perfezionato in Psicodiagnostica Forense (2001) e Specializzato in Psicologia Clinica (2007).

Sono libero professionista da sempre. Mi occupo di dipendenze patologiche, clinica individuale, art therapy, mediazione civile e commerciale, consulenza tecnica, formazione. I miei clienti sono privati e istituzioni.

 

22 risposte

  1. andrea
    andrea at · Reply

    ho letto l’articolo sui rimborsi della psicoterapia, per chi non è libero professionista come me che strade ci sono? io sono educatore e ho un contratto a progetto… grazie per l’impegno che ci metti e per l’attenzione
    cordiali saluti
    andrea

  2. Marina Gori
    Marina Gori at · Reply

    da una verifica con l’assicurazione Unipol, segnalata dall’articolo, il rimborso per la psicoterpia viene dato solo se giustificato da malattie o incidenti.
    credo che visti i costi ad esempio di una analisi per diventare psicoterauti sarebbe opportuno attivarsi presso gli ordini degli psicologi per favorire qualche convenzione. cosa ne pensate ?

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Grazie per la verifica “in ambiente naturale”! nel frattempo io sto proseguendo la ricerca e fra qualche settimana uscirà un nuovo articolo sul tema del rimborso assicurativo per le psicoterapie. L’azione degli ordini potrebbe essere interessante, ma alla fine la decisione è delle compagnie assicurative, che in quanto aziende private decidono autonomamente e in base ai margini di utile che possono ricavare offrendo un servizio in più, al netto dei costi che gli comporta.

  3. Maria Grazia
    Maria Grazia at · Reply

    Salve,
    ho notato che si è occupato di deontologia.
    Cosa ne pensa dell’applicabilità dell’art. 33 del nostro codice al campo forense?
    Grazie

  4. Danila
    Danila at · Reply

    Ciao Federico , ma tu mi consigli di integrare la mia pensione affidandomi alle proposte dell’enpap? Per esempio raddoppiando la percentuale che io dovrei versargli( P.e. Dal 10/ al 20% ). Ci possiamo fidare di questo Enpap oppure, come é successo, soprattutto a Roma, sperperano i nostri soldi senza garantirci? Ë possibile avere un prospetto chiaro dell’ammontare della pensione dopo 30 anni di versamenti?
    Danila

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Cara collega, il discorso è molto complesso e credo che nessuno possa ‘consigliarti’ una soluzione piuttosto che un’altra, tranne forse i rari consulenti previdenziali indipendenti che in Italia sono così poco diffusi. Infatti, ogni scelta di natura previdenziale va presa sulla base della propria situazione personale.

      In linea generale, ENPAP assolve ad una funzione di pensione di base (primo pilastro): il contributo obbligatorio serve sia per coprire il lavoratore con una pensione minima garantita, sia per garantire la collettività rispetto al fatto che ‘tutti’ risparmino almeno qualcosa, e che questo risparmio sia garantito da un ente a forte vigilanza statale. Versare il 20% invece del 10% può avere senso per motivi fiscali e per ammortizzare la spesa ‘inattiva’ a fini pensionistici: il contributo integrativo infatti non va a creare pensione.

      I fondi pensione servono invece ai soli fini pensionistici: sono strumenti di risparmio con un certo vantaggio fiscale (fino a circa 5000 euro i versamenti vengono dedotto – tolti – dal reddito imponibile), e generalmente garantiscono rendimenti più alti della previdenza di primo pilastro, per il semplice fatto che non devono garantire nulla e quindi investono sul mercato: c’è potenzialità di guadagno e rischio di perdita.

      Rispetto alle proiezioni: nessuno ha la sfera di cristallo, per cui ogni previsione di lungo periodo è per sua natura fallace. Gli studi attuali sulle gestioni di primo pilastro a contributivo (tipo ENPAP) ipotizzano un ‘tasso di copertura’ a carriera intera fra il 20 e il 50%. Questo significa che a fine carriera, avendo sempre contribuito regolarmente, avrai una pensione compresa fra il 20 e il 50% dei redditi medi conseguiti. L’enorme ampiezza di questa forbice deriva da vari fattori che non si possono prevedere: quanto versi, che rendimento viene applicato nei 35 anni circa di giacenza dei contributi, andamento dell’economia, variabili normative.

      Purtroppo, non posso darti risposte più precise di queste.

  5. Juanita Pilar Coppola
    Juanita Pilar Coppola at · Reply

    Complimenti per la sua attività. La mia domando è questa: Lei si occupa di assicurazioni, liberi professionisti, ma mi sembra che intenda PSICOLOGI, infatti dai confronti Lei accenna a molte categorie e molte casse, ma non ai medici. Lei sa che ci sono medici specializzti ( con specialità o meno) che sono autorizzati ad esercitare la PSICOTERAPIA, e lo fanno come unica attività. questa “minoranza” è scoperta da qualsiasi assistenza, perfino dagli Ordine dei Medici o dalla Federazione. Potrebbe raccoglieri questi derelitti, rinnegati dagli organi competenti e non inclusi da quelli di competenza? Gazie J P Coppola

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Si, io mi occupo di previdenza e assicurazioni, ma sono uno psicologo impegnato nella gestione dell’ente di previdenza degli psicologi, quindi ho un occhio di riguardo per questa gestione. Generalmente, i medici con iscrizione alle liste degli psicoterapeuti sono comunque medici, quindi iscritti ENPAM e beneficiari degli interventi di quella cassa di previdenza.

  6. Chiara Castellazzi
    Chiara Castellazzi at · Reply

    Vorrei cortesemente porre una domanda che rispecchia un mio dubbio.
    Tendenzialmente, quando dobbiamo pagare la quota dell’ENPAP, siamo portati a scegliere la quota del 10%. In realtà non sarebbe meglio pagare il 20%, visto la miseria delle pensioni che ci si prospettano? tempo fa ho parlato al telefono direttamente con un operatore dell’ENPAP e mi veniva sconsigliato di pagare più del 10%, ma di informarmi sui fondi pensione che rendono di più.Francamente penso di avere bisogno di un chiarimento!!!
    Grazie

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Gentile collega,

      io ho aspettato a rispondere a questa domanda, perché era imminente l’uscita della notizia che è stata approvata, dopo oltre un anno di attesa, della riforma previdenziale che abbiamo fatto in ENPAP. Una riforma che cambia radicalmente la prospettiva sulla domanda che lei pone: prima di oggi le avrei risposto che i risparmi versati in ENPAP non fruttano moltissimo. Oggi posso dirle che anche questo scoglio è superato, e quindi ora può avere veramente senso ‘investire’ in ENPAP quote aggiuntive del proprio reddito, versando oltre il 10% minimo.
      Questa la notizia della riforma.

      Rispetto all’alternativa del fondo pensione, in linea generale la differenza risiede nelle garanzie: mentre il denaro versato nella previdenza obbligatoria (tipo ENPAP) è a capitale garantito, coperto dall’inflazione e con rendimento minimo, per i fondi pensione non è così: possono garantire rendimenti elevati, ma l’iscritto è sempre esposto a perdite.
      C’è poi l’aspetto del vantaggio fiscale.
      Le suggerisco QUESTO ARTICOLO: LE 14 DIFFERENZE FRA ENPAP E FONDI PENSIONE.

  7. Sonia Civilotti
    Sonia Civilotti at · Reply

    Federico buonasera, non so a chi rivolgermi per avere qualche informazione su come comportarmi. Ho lavorato 18 anni presso una multinazionale versando i contributi all’Inps e successivamente sono diventata Enpap. No ho capito cosa mi converrà fare, la ricongiunzione, la totalizzazione o cos’altro… Eventualmente mi può suggerire chi mi può aiutare? Grazie mille

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Cara Silvia, prima di tutto occorre che lei vada in un ufficio provinciale INPS per farsi fare un estratto conto previdenziale e per chiedere esplicitamente se i contributi versati le daranno diritto a pensione e in che modo: se solo contributivo oppure misto.
      Poi, con questo dato, si potranno fare ulteriori valutazioni su cosa conviene fare.

  8. Dottssa Longo Giuliana
    Dottssa Longo Giuliana at · Reply

    Buongiorno collega,qui non espongo un commento.
    Io vorrei parlarti del problema dell’
    abuso perpetrato dalle assicurazioni che subordinano il rimborso spese per psicoterapie gestite da psicoterapeuti non medici alla prescrizione da parte di medici specialisti in psichiatria o neurologia.
    Forse potrei avere una email dove presentarti più estesamente il problema ?
    Cordialmente Giuliana Longo

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Buongiorno,

      questo problema è stato più volte sollevato: il tema è che le assicurazioni, in quanto società private, possono disporre delle loro politiche di rimborso come ritengono. Non si tratta di preferenze verso l’una o l’altra professione, ma di un modo – grezzo e meccanico quanto vogliamo – di calmierare la spesa per i sinistri.

  9. Carlo Paradisi
    Carlo Paradisi at · Reply

    Buongiorno le scrivo in quanto sinceramente perplesso su come possa essersi aggiudicata una gara di appalto per l’assistenza sanitaria integrativa una società che nonostante le varie migliorie del servizio venga a comportare su noi contribuenti un aumento così sostanziale dei costi. Nello specifico per una copertura A + B globale per l’iscritto più due familiari siamo passati dalle 1450 euro alle 1750 attuali. A seguito di una tale salita dei costi e dell’abbassamento dei costi della prestazioni private risulterà anche a detta di altri colleghi sempre meno conveniente aderire per noi a tali pacchetti.
    Grazie

    Carlo Paradisi Miconi

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Buongiorno,

      effettivamente c’è un aumento dei costi, o meglio è stata proposta dalla compagnia assicurativa vincitrice una divisione in due ‘pacchetti’ diversi: smart a 497 euro e plus a 931 euro, contro la tariffa unica di 631 euro che c’era prima.

      La spiegazione su come l’attuale società assicurativa si sia aggiudicata la gara europea è semplice: è una procedura estremamente competitiva e la RBM ha presentato l’offerta più economica rispetto alle altre. Del resto, Assicurazioni Generali, che ci assicurava in precedenza, ha presentato recesso appena ha potuto, con anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto, proprio perché la nostra copertura precedente era onerosa.

      La miglior verifica della convenienza – comunque – della nostra copertura è stampare il nomenclatore e farlo prezzare sul mercato privato da almeno due-tre assicuratori.

  10. Maria Matilde Cecot
    Maria Matilde Cecot at · Reply

    Gentile Federico, leggo con piacere la notizia sul sito ENPAP che “anche” nel 2017 ci sarà un rendimento extra nella rivalutazione del montante dei contributi versati. Già nel 2016 c’è stata una notizia del genere, ma fin’ora non si è ancora visto niente sul conto : quando vedremo qualcosa di concreto ?

    Cordiali saluti

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Buongiorno,

      sul nostro conto personale in area riservata vedremo la rivalutazione extra appena i ministeri vigilanti (Lavoro e MEF) approveranno le relative delibere di ENPAP. Quando avverrà? ecco, su questo mi permetto sempre un pizzico di polemica: i ministeri si prendono tutto il tempo necessario e pure un po’ di più, e spesso e volentieri superano l’anno prima di dare risposte. Praticamente, i due extrarendimenti riferiti al 2015 (deliberato da noi nel 2016) e al 2016 (deliberato da noi nel 2017) sono in coda al ministero.

      Daremo notizia con fanfare e fuochi d’artificio quando sui conti di tutti noi iscritti ENPAP potremo finalmente attribuire i soldi extra che abbiamo generato grazie ad una buona gestione finanziaria, e che per ora sono accantonati in un fondo di riserva nella cassaforte dell’ENPAP.

      Un saluto e grazie.

  11. Massimo Monti
    Massimo Monti at · Reply

    Buongiorno. Sono un collega di Lucca e vorrei esporti un mio problema. Come posso fare?

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Ciao, puoi scrivermi a info@federicozanon.eu

  12. patrizia somma
    patrizia somma at · Reply

    Salve,
    ho 49 anni e fino al 30 giugno ho lavorato come impiegata versando quindi i contributi inps dalla busta paga per circa 20 anni. Dal 1 gennaio 2018 aprirò la partita iva come psicologa e quindi mi iscriverò all’enpap. Cosa accadrà ai miei contributi inps? Potrò ricongiungerli? E se si potranno unificarli come faccio a versare all’enpap lo stesso valore dei contributi già versati? Grazie per la risposta.

    1. Federico Zanon
      Federico Zanon at · Reply

      Buongiorno,

      con circa 20 anni di contributi INPS dovrebbe valutare due cose:
      (1) se quei contributi potranno darle diritto ad una pensione INPS autonoma, e questo dipende da molti fattori: anzianità, anno di inizio del contratto, comparto, altri periodi contributivi precedenti.
      (2) verificato che lei possa avere diritto a pensione INPS, la seconda valutazione da fare è: con quale regola di calcolo verrà determinata la pensione? se misto, conviene evitare ogni operazione e mantenere la pensione INPS separata da quella ENPAP. Se contributivo puro, può tranquillamente ricongiungere verso ENPAP perché non ne verrebbe penalizzata.
      (3) nel caso in cui i contributi INPS da soli non diano con certezza diritto ad una pensione autonoma, dovrebbe valutare la possibilità di recuperarli attraverso una delle forme attualmente consentite (ricongiunzione, totalizzazione o cumulo). Se intende farlo nell’immediato, l’unica forma a cui può accedere è la ricongiunzione, che consiste nel trasferimento fisico del denaro versato all’INPS in altra cassa di previdenza, in questo caso ENPAP. L’operazione è gratuita.

      Per una consulenza personalizzata le consiglio comunque di contattare gli uffici ENPAP una volta iscritta, oppure un buon patronato.

      Cordialità.

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