Andare in pensione allunga la vita

Lo studio realizzato dall’Ordine degli Attuari dimostra che l’aspettativa di vita si allunga in modo significativo per chi va in pensione rispetto a chi continua a lavorare, e differenze fra categorie di lavoratori. Il futuro è una pensione ritagliata sulle caratteristiche individuali?

Questo studio pone importanti problemi per la definizione dei sistemi pensionistici, prima di tutto perché occorre tenere conto dell’effetto-longevità dovuto al semplice pensionamento. Si conferma la fine dell’epoca in cui la pensione poteva essere un regalo uguale per tutti, indipendentemente dall’età, dalla contribuzione effettivamente versata durante la carriera lavorativa, e dal mestiere svolto.

La direzione da intraprendere potrebbe essere quella di ritagliare il pensionamento sul profilo individuale delle persone, in modo sempre più personalizzato e con una maggiore possibilità di scelta da parte del singolo.

I sistemi pensionistici statalizzati e centralizzati, che potevano funzionare in periodi storici con minore aspettativa di vita e una pletora di lavoratori in grado di coprire le spese di pochi pensionati, oggi non sono più sostenibili economicamente e socialmente.

Dall’altra parte, i nuovi sistemi pensionistici a base contributiva [ricevo in misura di ciò che ho versato durante la carriera lavorativa] non sono ancora adeguati dal punto di vista sociale: pur garantendo l’equilibrio finanziario degli enti previdenziali, non rispondono alla necessità che la pensione garantisca uno stile di vita dignitoso.

QUESTO IL LINK ALLO STUDIO DELL’ORDINE DEGLI ATTUARI