ENPAP o Gestione Separata INPS?
Per l’ennesima volta, e giustamente, un collega lamenta che gli psicologi non possono scegliere a chi versare i propri contributi pensionistici.
Siamo tutti obbligati a versare a ENPAP.
Mentre il collega vorrebbe scegliere.
Insomma: non è che non piaccia ENPAP, non piace l’idea del monopolio.
A questo punto della conversazione, io di solito chiedo dove si preferirebbe versare i propri soldi.
Le risposte sono tanto varie quanto vaghe: dal classico garage da affittare alla polizza non meglio specificata, dal fondo pensione (quale?) ai fondi di investimento (quali?).
Stavolta però il collega è stato preciso: Gestione Separata INPS.
Alternativa peraltro possibile, perché se un collega si rifiutasse di versare contributi a ENPAP per motivi suoi e li versasse alla GS INPS, e poi si rivolgesse ad un giudice, potrebbe avere qualche possibilità di successo.
Del resto i due enti sono sostanzialmente identici sul piano pensionistico.
Funzionano cioè allo stesso modo, se si eccettua un diverso livello di contribuzione minima comunque dovuta (INPS chiede oltre 3000 euro/annui).
Gestione Separata INPS è nata come ‘ente residuale’: se sei un professionista e non c’è altro modo per versare contributi, devi versarli qui.
A questo punto, a parità di qualunque altra condizione, vale davvero la pena fare una comparazione fra i due enti in termini di risultato pensionistico finale.
Tenendo conto di una differenza fondamentale: la RIVALUTAZIONE, cioè il rendimento dei contributi versati.
Gestione Separata INPS offre una rivalutazione stabilita dall’ISTAT è proporzionale all’andamento del PIL italiano.
ENPAP offre una rivalutazione stabilita dal CdA, approvata dai Ministeri vigilanti è proporzionale al risultato degli investimenti finanziari effettuati.
Prendiamo due gemelli, Enzo ed Inzo.
Versano entrambi 1000 euro all’anno per 40 anni.
Enzo li versa ad ENPAP, Inzo li versa a Gestione Separata INPS.
Ciascun Ente darà una rivalutazione annua ai contributi versati.
Non avendo modo di prevedere i rendimenti futuri, ci rifaremo allo storico dei rendimenti degli ultimi 5 anni (2015-2019).
Il rendimento medio ENPAP è stato del 2,89% annuo.
Il rendimento INPS, stabilito dall’ISTAT, dello 0,93% annuo.
Applicando l’interesse composto, al termine della carriera:
– Enzo (ENPAP) avrà un montate di 76.674 euro, pari ad una pensione di 336 euro/mese.
– Inzo (INPS) avrà un montante di 49.635 euro pari ad una pensione di 217 euro/mese.
Aumentando il versamento annuo a 3.000 euro (cifra congrua per ottenere una pensione):
– Enzo (ENPAP) avrà una pensione di 1.000 euro/mese
– Inzo (INPS) avrà una pensione di 651 euro/mese.
A ciascuno le sue conclusioni.
