La Busta Arancione? nel cestino.

Annunciata come una rivoluzione. Poi sperimentata con scarso successo su una platea di fortunati contribuenti estratti a sorte. Ammaccata sugli scogli delle difficoltà tecniche. Oggi esce definitivamente di scena con le dichiarazioni del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini.

Nella periodica audizione presso la commissione bicamerale di vigilanza sugli enti previdenziali, il ministro Giovannini ha sostanzialmente chiuso la questione della Busta Arancione – dal colore della busta inviata ai contribuenti nei paesi del nord Europa, contenente un report della posizione previdenziale – sostenendo che i tecnici INPS ora stanno lavorando a degli applicativi per permettere ai cittadini di compiere simulazioni sulla propria posizione, in luogo di un documento cartaceo inevitabilmente statico.

Avremo un simulatore di pensione al posto della Busta Arancione, che peraltro avrebbe dovuto comunque contenerlo? Bellissimo. Se fosse vero.

Ma dubito che tutto questo sarà realizzato a breve. In Italia esiste una tale selva di trattamenti previdenziali e di tipologie contributive da rendere davvero ardua qualunque operazione finalizzata a rendere trasparenti le proiezioni sulle future prestazioni pensionistiche.

Peraltro, è lo stesso Ministro a dichiarare, in un passaggio topico, che di fatto è inutile mandare proiezioni su carta, dato che il sistema di calcolo delle pensioni in Italia è soggetto a mutamenti dovuto alle crisi economiche ma, soprattutto, alle continue modifiche tecniche e normative che intervengono con cadenza costante e casuale.

Ora: io credo che i cittadini si accontenterebbero di non doversi recare all’INPS o nei patronati per accedere al proprio estratto conto contributivo su quanto versato all’INPS stesso.

Oggi questo è possibile ma certamente non facile: in QUESTO ARTICOLO ho raccontato la corsa ad ostacoli per arrivare a vedere da casa la mia posizione INPS.

L’Estratto Conto Integrato, quello che contiene tutti i versamenti in tutte le gestioni, INPS e non INPS, è fantascienza.

Ma almeno le casse di previdenza dei liberi professionisti consentono – praticamente tutte – un facile accesso alla propria posizione contributiva e al proprio montante (il totale versato, rivalutato a norma di legge).

Sui simulatori, c’è invece molto da fareEppure, questi strumenti sarebbero i più utili per dare un’idea concreta delle dinamiche previdenziali, cioè del comportamento dei nostri soldi quando vengono versati in un ente previdenziale e ci restano per un lungo periodo.

Le variabili che incidono sul valore del risparmio nell’arco di un’intera carriera lavorativa sono moltissime, e non tutte si possono riprodurre in un simulatore. Ad esempio:

  • il tasso di rendimento cambia di anno in anno in base al PIL italiano
  • le spese di gestione differiscono di ente in ente e sul lungo periodo possono essere soggette a modifiche
  • il meccanismo di calcolo delle pensioni si adegua all’aumento dell’aspettativa di vita, per cui i coefficienti di trasformazione cambiano
  • le modifiche normative sul lungo periodo sono imprevedibili
  • il vantaggio fiscale dei versamenti previdenziali non è facile da valutare

Non è facile. Eppure, qualcosa si potrebbe comunque offrire. Sono convinto che la semplice possibilità per il cittadino di sperimentare con strumenti agili lo sviluppo del proprio risparmio, proiettandolo sul lungo periodo per saggiare quanto possano incidere dei piccoli aggiustamenti nei versamenti, sia più efficace di qualunque spiegazione teorica.

Un anno fa, con Altrapsicologia abbiamo creato un simulatore di pensione basato su alcune ipotesi di calcolo. Oggi i coefficienti per il calcolo usati per questo simulatore non sono più quelli correnti, e quindi il risultato è soltanto molto indicativo. Tuttavia è interessante variare le cifre per osservare come si comportano i nostri risparmi sul lungo periodo. Per chi volesse cimentarsi, il simulatore è ancora attivo QUI.