INPS ai confini della realtà: quando l’eccezione diventa regola

Quando il 98% delle aziende controllate dall’INPS nella Regione Sardegna è irregolare, forse il problema è a monte. Ma l’INPS non sembra pensarla così, e di questi risultati ne fa un vanto: nell’Italia di oggi, è diventato di moda esibire i preoccupanti risultati dei controlli fiscali e previdenziali come fossero trofei.

Nessuno si cura di comprendere il motivo per cui il 98% delle aziende controllate non risulta regolare. Se chiedessimo ad una qualunque di queste aziende, probabilmente otterremmo molte risposte sull’attuale critica gestione dei rapporti fra INPS e cittadini.

Inps, nel 2011 su 842 aziende controllate 828 sono risultate irregolari.

Sassari – Il dato che balza subito all’occhio è la percentuale delle aziende irregolari in provincia di Sassari. Su 842 aziende visitate, 828 sono risultate irregolari dal punto di vista della posizione previdenziale dei lavoratori impiegati. Una percentuale del 98,34 per cento, ovvero 14 milioni e 161mila euro di contributi non versati, con 542 lavoratori in nero, 202 lavoratori autonomi non iscritti e 39 aziende non iscritte. È solo uno dei dati illustrati venerdì mattina in occasione del Rapporto sulle attività svolte nel 2011 dalla Direzione provinciale dell’Inps (competente per tutto il nord Sardegna).

Tra l’aprile 2011 e il febbraio 2012 si sono rivolti alla sede sassarese dell’istituto previdenziale 87.776 utenti, con un’utenza media giornaliera di 385 clienti e mensile di 8777. Alla Direzione provinciale fanno capo 211 dipendenti, di cui 156 a Sassari, mentre gli altri sono distribuiti in 5 uffici sul territorio (Ozieri, Tempio, Thiesi, Alghero e l’agenzia complessa di Olbia). «Con la legge 214 del 2011 vengono soppressi Inpdap ed Enpals, con il trasferimento delle relative funzioni all’Inps. Molti l’hanno definito il SuperInps; noi preferiamo parlare di Nuovo Inps», ha sottolineato il direttore della sede di Sassari Antonello Angius. Al suo fianco il presidente del Comitato Provinciale Ubaldo Porcu, il direttore regionale dell’Inps Salvatore Putzolu e il presidente del Comitato regionale Inps Giovanni Basciu. In sala il deputato Carmelo Porcu, Emily Uda della Cisl, Giuseppe Macciocu della Uil, il direttore generale della Asl Marcello Giannico, il prorettore Laura Manca per l’Università, gli assessori Rosario Musmeci per la Provincia e Monica Spanedda per il Comune.

La Direzione provinciale, che ha competenza sulle due province di Sassari e Olbia-Tempio, nel 2011 ha raccolto contributi previdenziali per 660 milioni di euro (392 milioni sono arrivati dai lavoratori dipendenti), più 30 milioni di recupero crediti. Sul versante delle prestazioni a sostegno del reddito sono stati invece erogati 204 milioni di euro per disoccupazione e mobilità e 9,5 milioni per cassa integrazione (a pagamento diretto). Si spendono invece 1 miliardo e 326mila euro per le pensioni, 46 milioni di assegni sociali e 38 milioni per l’invalidità civile. Il totale generale delle uscite è 1 miliardo e 674 milioni di euro, a fronte di 689 milioni e 731mila euro di entrate. I pensionati sono in tutto 132.930, di cui 30.371 sono invalidi civili, mentre 8.424 persone percepiscono pensioni o assegni sociali.