I vantaggi fiscali dei contributi ENPAP e dei fondi pensione.

I vantaggi fiscali dei contributi ENPAP e dei fondi pensione.

VANTAGGI FISCALI. Il versamento dei contributi previdenziali rappresenta sicuramente un onere, ma comporta alcuni vantaggi fiscali. Ma non tutti conoscono in dettaglio quali sono e come vengono applicati. In questo breve articolo voglio dedicarmi alle due principali tipologie di contributi previdenziali che un professionista può versare, e spiegare in sintesi quali sono i vantaggi fiscali.

PREVIDENZA OBBLIGATORIA DEI PROFESSIONISTI. Si tratta di quei contributi che professionista versa al proprio ente di previdenza – per gli psicologi è l’ENPAP – per costituire la sua pensione di ‘primo pilastro’. Sono contributi obbligatori e generalmente l’ente di previdenza prevede una percentuale minima sei redditi netti. Per gli psicologi e il 10%, per altre categorie la percentuale è la stessa oppure più elevata.

I contributi soggettivi obbligatori versati sono interamente deducibili dal reddito, e questo è pacifico. Ma non tutti sanno che anche versando contributi soggettivi in eccedenza rispetto al minimo obbligatorio, ad esempio il 15% invece che il 10%, vi è comunque piena deducibilità senza limiti.

La deducibilità integrale dei versamenti contributivi soggettivi, anche oltre il minimo obbligatorio è stabilita dall’articolo 10, comma 1, lettera e), del d.P.R. n. 917/1986:

[si deducono dal reddito] i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi.

Resta invece non deducibile il contributo soggettivo – per gli iscritti ENPAP si tratta del famoso 2% che imputiamo al cliente – perché non concorre al reddito professionale: ha natura di semplice rivalsa.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE, OVVERO I FONDI PENSIONE. Il versamento di contributi in forma volontariaÈ facoltativa in fondi pensione aperti da parte di un libero professionista comporta la deducibilità reddito Irpef dall’imponibile Irpef fino alla cifra di 5164,57 Euro.

L’agevolazione fiscale è stabilita dal Testo Unico Imposte sul Reddito:

L’articolo 10, comma 1, lettera e-bis) del DPR n. 917 del 1986 (TUIR): fra gli oneri deducibili dal reddito complessivo vi sono “i contributi versati alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, alle condizioni e nei limiti previsti dall’articolo 8 del medesimo decreto”.

L’articolo 8, comma 4, del d.lgs. n. 252 del 2005 prevede che “I contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro o committente, sia volontari sia dovuti in base a contratti o accordi collettivi, anche aziendali, alle forme di previdenza complementare, sono deducibili, ai sensi dell’articolo 10 del TUIR, dal reddito complessivo per un importo non superiore ad euro 5.164,57. (…) Ai fini del computo del predetto limite di euro 5.164,57 si tiene conto anche delle quote accantonate dal datore di lavoro ai fondi di previdenza di cui all’articolo 105, comma 1, del citato TUIR.